Questi sono incontri che vanno avanti a lungo, fin nel parcheggio, davanti alle automobili, mentre qualcuno prova a salutare e finisce per riaprire l’ennesimo discorso su un cantiere. Le ultime due tavole rotonde, organizzate da Sistem Air insieme a MEB, appartengono decisamente a questa categoria.

Dopo l’appuntamento del 16 luglio 2026 a Fara Vicentino, il ciclo estivo si è chiuso ieri alla Cantina Le Dal Ben di Montorso Vicentino. Due serate rivolte agli installatori, accomunate dalla stessa scena finale. Tavoli ancora animati, agenti e professionisti intenti a confrontarsi sulle commesse in corso, domande tecniche che ne generavano altre e la sensazione che andare via troppo presto significasse perdere qualcosa.

A condurre entrambi gli appuntamenti è stato Edoardo Bozzini, area manager Sistem Air per il Triveneto. Un ruolo che, almeno in queste occasioni, prevede anche partenze tardive, chilometri notturni e arrivi in albergo quando la giornata successiva è già cominciata. Dopo la serata di Montorso, Bozzini è rientrato a notte fonda, con una riunione in azienda fissata poche ore più tardi. In barba a chi considera luglio il mese del rallentamento.

Prima Fara Vicentino, tra vigne e terreni basaltici

La prima delle due tappe si è svolta alla Transit Farm di Fara Vicentino, sulle colline della DOC Breganze. Ventiquattro ettari, dodici dei quali coltivati a vigneto biologico, circondano una cantina inserita in un territorio modellato da terreni basaltici, corsi d’acqua e filari esposti al sole a circa 200 metri di altitudine.

In questo paesaggio si sono incontrati gli installatori dell’area di Bassano del Grappa. A guidare la squadra MEB è stato l’area manager Enrico Capitanio, consolidando un rapporto operativo costruito nel tempo. Non una semplice presenza istituzionale ma un lavoro comune sul territorio, dove il valore di una collaborazione emerge quando produttore, distributore e installatore iniziano a leggere insieme le necessità del cliente.

Del resto, tra vigneti e impianti esiste una parentela meno azzardata di quanto sembri. Il risultato dipende da ciò che viene preparato prima, spesso quando ancora non si vede nulla. Come nel vino sono il terreno, l’esposizione e il lavoro in vigna. Nell’edilizia sono il progetto, le predisposizioni e la capacità di presentare soluzioni che mettano al centro la vivibilità dell’involucro.

A Montorso agenti e installatori fanno squadra

La seconda serata ha portato il confronto alla Cantina Le Dal Ben di Montorso Vicentino, realtà cresciuta intorno a quattro tenute venete e a una tradizione familiare costruita tra vendemmie, trattori e vasche di cantina. Un luogo in cui le generazioni più giovani hanno raccolto il lavoro dei nonni e del padre, trasformandolo in un progetto capace di valorizzare territori e vitigni differenti.

Qui la squadra MEB, guidata dal referente Mauro Dalle Ave, è stata messa in relazione con i rispettivi installatori, facendo emergere cantieri, necessità tecniche e opportunità già presenti sul territorio. Il confronto ha così abbandonato rapidamente il terreno delle ipotesi per entrare in quello delle situazioni reali. È in questi passaggi che una tavola rotonda smette di essere una presentazione. Non si parla più genericamente di mercato ma di un’abitazione in costruzione, di un’impresa che deve gestire grandi quantità di polvere o di un’attività produttiva che cerca un sistema di aspirazione adeguato alle proprie lavorazioni.

L’installatore torna a proporre, non soltanto a eseguire

Il dato emerso da entrambe le serate è piuttosto netto. L’aspirapolvere centralizzato rappresenta un asso strategico nelle mani dell’installatore perché permette di riportare la pulizia dentro il progetto dell’edificio, superando la logica dell’elettrodomestico acquistato soltanto dopo la consegna dei lavori.

In ambito domestico significa offrire una soluzione imprescindibile, pensata insieme agli altri impianti e destinata ad accompagnare l’edificio nel tempo. Nelle imprese e nelle industrie, attraverso la gamma Sistem Air Pro, significa invece affrontare esigenze specifiche di aspirazione e pulizia professionale, valutando quantità, materiali, frequenze di utilizzo e caratteristiche degli ambienti. Per l’installatore cambia soprattutto la posizione al tavolo. Non è più chiamato soltanto a eseguire una richiesta già definita da altri. Può individuare un’esigenza, proporre una soluzione e contribuire alla qualità complessiva del cantiere.

Quando nessuno guarda più l’orologio

La spinta registrata a Fara Vicentino e Montorso si è misurata soprattutto alla fine. Quando le formalità erano terminate ma nessuno sembrava avere particolare fretta di andare via. È rimasta quella forma di adrenalina professionale che porta a discutere fino a tardi di preventivi, lavori aperti e possibilità ancora da costruire.

Sono serate faticose, soprattutto per chi il giorno dopo deve rimettersi in viaggio o sedersi puntualmente a una riunione. Ma sono anche il segnale più concreto di uno sforzo condiviso tra chi produce, chi distribuisce e chi ogni giorno entra nei cantieri. Il ciclo di incontri si ferma ora per la pausa estiva. Le conversazioni avviate, invece, difficilmente resteranno ferme. Quando agenti e installatori continuano a parlare di commesse fino a notte fonda, significa che l’impianto non ha perso terreno. Ha semplicemente trovato nuove persone disposte a rimetterlo al centro del progetto.