Alcune decisioni non finiscono nei rendering e non entrano nei capitolati ma determinano il modo in cui una casa verrà vissuta per anni.  Scoccato mezzogiorno, a Borgofranco d’Ivrea, la quarta tappa di “Due chiacchiere con Sistem Air” ha riportato il confronto esattamente su questo piano: quello delle scelte che si fanno prima, quando il margine è ancora reale.

Dopo Rovigo, Valsugana e Cles, il tour si è fermato in un territorio di confine, tra il Canavese e l’imbocco della Valle d’Aosta, dove edilizia residenziale e attività produttive convivono da sempre. Un contesto concreto, in cui il cantiere non è teoria ma pratica quotidiana.

Un confronto diretto, senza mediazioni

L’incontro si è svolto nella filiale di Sacchi Elettroforniture, partner dell’iniziativa, che ha portato installatori e progettisti allo stesso tavolo. A condurre Maurizio Boglio, area manager Sistem Air, affiancato dal team del distributore. La formula resta essenziale: nessuna presentazione strutturata, ma uno scambio diretto tra chi progetta e chi realizza. Un formato che mette in evidenza un nodo ricorrente, spesso sottovalutato. Molti impianti vengono presi in considerazione quando il progetto è già chiuso, trasformando una scelta tecnica in un compromesso.

Maurizio Boglio

Maurizio Boglio

Area Manager

“La differenza non la fa l’impianto in sé ma il momento in cui viene deciso. Anticipare significa progettare. Arrivare dopo, adattarsi.”

Il contesto territoriale come cartina tornasole

Borgofranco rappresenta bene una parte significativa dell’edilizia italiana: interventi diffusi, filiera corta, decisioni rapide. In questo scenario, ogni scelta progettuale ha un impatto immediato e difficilmente reversibile. È proprio qui che emergono le criticità. La tendenza a contenere i costi iniziali, anche senza una vera esigenza di spending review, la scarsa attenzione agli impianti non visibili, la mancanza di una visione orientata all’uso reale degli spazi. Temi che, nel confronto diretto tra professionisti, diventano evidenti senza bisogno di forzature.

Dalla tecnica alla cultura dell’abitare

Il dibattito ha toccato inevitabilmente il tema della gestione della polvere e della qualità dell’aria indoor, riportandolo dentro la progettazione. Non come elemento accessorio, ma come parte integrante del comfort abitativo.

In questo quadro, sistemi come l’aspirapolvere centralizzato entrano come protagonisti di una scelta più ampia. Non si tratta di aggiungere tecnologia ma riconoscere che la casa non è solo un insieme di finiture, bensì un ambiente che deve funzionare nel tempo.

La tappa di Borgofranco conferma un punto che attraversa l’intero tour, la qualità dell’abitare si gioca nelle fasi iniziali. Quando le decisioni sono ancora aperte e possono incidere davvero sul risultato finale. Riportare il confronto nei territori significa lavorare su questo margine. Non aggiungere complessità, ma restituire centralità alla progettazione. Perché costruire bene, oggi, è prima di tutto una questione di metodo.