In cantiere si pensa a tutto. Tranne alle pulizie Quando si costruisce o si ristruttura un immobile, la predisposizione degli impianti è una prassi consolidata. Si tracciano tubazioni per il condizionamento, si lasciano corrugati per l’allarme, si preparano passaggi per ciò che forse verrà completato in futuro. È cultura tecnica, prima ancora che abitudine. Eppure, proprio mentre si parla di qualità dell’aria indoor, comfort e salubrità, raramente si predispone l’impianto aspirapolvere centralizzato. Si rimanda. Si delega a un elettrodomestico. Si accetta che, per anni, la polvere più fine torni in circolo ogni volta che si pulisce. In altri termini, ci si condanna. La questione è semplice: predisporre non significa installare subito. Significa non precludersi una scelta che incide in modo diretto sulla gestione dell’aria negli ambienti chiusi. Come funziona un impianto aspirapolvere centralizzato Un sistema centralizzato è composto da una rete tubiera posata sotto traccia o nascosta nel controsoffitto, collegata a una centrale aspirante posizionata in un locale tecnico. Durante l’utilizzo, lo sporco visibile e la polvere vengono convogliati nel contenitore della centrale. La differenza sostanziale riguarda però le micropolveri. Quelle particelle finissime che sfuggono a qualunque filtro tradizionale, con un elettrodomestico portatile restano nell’ambiente e vengono reimmesse in aria. In un impianto centralizzato, invece, l’aria aspirata viene espulsa all’esterno dell’edificio, evitando il ricircolo interno. Non è un semplice dettaglio tecnico. È una scelta che incide sulla concentrazione di particolato indoor e sulla durata del pulito nel tempo. Se non si sollevano nuovamente polveri sottili durante la pulizia, le superfici rimangono pulite più a lungo. Meno ricaduta di particelle, meno necessità di intervenire dopo pochi giorni. Predisporre oggi significa decidere con lucidità La predisposizione consiste nella realizzazione della rete tubiera prima della posa dei pavimenti o a controsoffitto, e nell’installazione delle controprese, scatolette analoghe alle 503 elettriche, sulle quali verranno montate le prese aspiranti coordinate alla serie civile scelta. Non si parla di centrali né di accessori. Solo dell’infrastruttura murata, quella che non si potrà più inserire con la stessa semplicità a lavori ultimati. Dal punto di vista tecnico, l’impianto non è vincolato a pendenze o a scarichi come altri sistemi. Non trasporta liquidi, non richiede gravità o colonne dedicate. Può essere fatto passare in traccia, in parete o in controsoffitto con ampia libertà progettuale, anche in presenza di vincoli strutturali o architettonici. È proprio questa flessibilità a renderlo compatibile anche in ristrutturazioni complesse e contesti tutelati. Salute e praticità non sono piani separati La predisposizione dell’impianto aspirapolvere centralizzato non è una scelta accessoria, ma una decisione che incide sulla qualità dell’aria indoor. Il Ministero della Salute definisce l’inquinamento indoor come la modificazione della normale composizione dell’aria interna dovuta alla presenza di sostanze in quantità tali da alterarne le condizioni di salubrità e da costituire un possibile rischio per la salute. Tra queste sostanze rientra il particolato fine, ovvero quelle micropolveri che si depositano sulle superfici e che, durante le pulizie con un comune elettrodomestico, vengono inevitabilmente rimesse in circolo nell’ambiente. Un sistema di aspirazione centralizzato, espellendo all’esterno l’aria aspirata, riduce il ricircolo interno delle polveri sottili e limita la loro permanenza negli ambienti abitati. Il risultato non è soltanto sanitario. Se durante la pulizia non si crea una nuova sospensione di micropolveri, le superfici rimangono pulite più a lungo. Meno ricaduta di particelle, meno interventi ravvicinati, meno fatica per fare le pulizie. È qui che la predisposizione, realizzata in fase di costruzione o ristrutturazione, diventa un criterio tecnico e non un semplice optional. Predisporre senza dubbi: ecco le risposte alle domande più frequenti Quanto costa predisporre l’impianto? Il costo del materiale varia in base al numero di punti presa previsti. In termini generali, si parla di qualche centinaio di euro. Un’incidenza modesta rispetto agli altri impianti presenti in un edificio, soprattutto se rapportata alla durata nel tempo dell’infrastruttura. Serve una presa aspirante in ogni stanza? No. I punti presa vengono studiati in modo strategico, sfruttando il raggio d’azione del tubo flessibile. In un’abitazione di circa 120 metri quadrati, salvo vincoli particolari, tre prese sono generalmente sufficienti a coprire l’intera superficie. A chi rivolgersi per la predisposizione? Il progetto può essere fornito direttamente dal produttore, Sistem Air offre questo servizio gratuitamente, o da un progettista incaricato. L’esecuzione è alla portata dell’impresa edile, dell’elettricista o dell’idraulico, perché si tratta di posa di tubazioni e scatole da incasso, integrate nelle normali lavorazioni di cantiere. Esiste un tempo limite per completare l’impianto? No. La predisposizione non ha scadenza. Rimane parte integrante dell’edificio per tutta la sua vita utile e non richiede manutenzione. L’impianto può essere completato in qualunque momento, installando la centrale aspirante e collegando le prese aspiranti quando lo si riterrà opportuno. Un’infrastruttura che dura quanto la casa Predisporre un impianto aspirapolvere centralizzato non è un vezzo tecnologico. È un atto di coerenza progettuale. Se si accetta l’idea che comfort e qualità dell’aria siano elementi strutturali dell’abitare, allora lasciare un edificio privo di questa possibilità significa rinunciare, per sempre, a una scelta che oggi costa poco e domani potrebbe costare molto di più, in termini economici e di qualità della vita. In edilizia, la differenza tra spesa e investimento si misura nel tempo. E alcune decisioni, prese quando i muri sono ancora aperti, non si ripetono più.