MCS2019-02-14T08:59:47+00:00

La Sindrome da sensibilità chimica multipla

La Sindrome da sensibilità chimica multipla (Multiple chemical sensitivity syndrome – MCS) o Intolleranza idiopatica ambientale ad agenti chimici (IIAAC) è un disturbo cronico, reattivo all’esposizione a sostanze chimiche, a livelli inferiori rispetto a quelli generalmente tollerati da altri individui, e in assenza di test funzionali in grado di spiegare segni e sintomi.

La reale esistenza e definizione di questa sindrome è oggetto di ampio dibattito a livello scientifico e al momento non vi sono ancora solidi parametri di riferimento per la diagnosi di tale patologia.

Generalmente la sintomatologia si manifesta dopo un’esposizione o una ritenuta esposizione ad agenti ambientali, spesso segnalata come percezione di uno o più odori; talvolta però non è dimostrabile una relazione temporale tra sintomatologia ed esposizione.

Il quadro sintomatologico, che in genere tende a regredire a seguito della rimozione dell’agente chimico implicato, comprende disturbi numerosi e specifici, a carico di più organi. Generalmente sono interessati il sistema nervoso e almeno un altro organo o apparato. Il quadro può presentare vari gradi di severità, dal solo malessere e discomfort fino a una grave compromissione della qualità di vita.

I sintomi della MCS

Senso di
stanchezza

Turbe neurovegetative
(nausea, tachicardia)

Turbe neurologiche
(mal di testa, vertigine, perdita di memoria)

Turbe dell’umore
(ansia, depressione, disturbi psichici vari)

Dolori
muscoloscheletrici

Disturbi gastrointestinali
e delle vie respiratorie.

La sindrome potrebbe essere legata a una condizione di suscettibilità individuale, piuttosto che alla tossicità delle sostanze.

Altre ipotesi ritengono che la sindrome sia caratterizzata da disturbi indotti da stress, sviluppati principalmente dalla sensazione di immediato pericolo per l’esposizione a sostanze sconosciute o che si tratti di una complessa sindrome psicosomatica.

L’EPA (United States Environmental Protection Agency – il Ministero della Salute americano) ha segnalato che circa un terzo delle persone occupate in ambiente lavorativo chiuso, riferisce una particolare sensibilità a una o più sostanze chimiche comuni.
Alcuni autori avanzano dubbi sulla reale esistenza di questa malattia come entità patologica a sé stante.

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