Le scuole sono salubri?

I bambini sono particolarmente suscettibili all’effetto degli inquinanti indoor. La presenza di numerosi inquinanti come il clima caldo-umido delle abitazioni che favorisce la crescita degli acari e dei funghi nella polvere domestica, hanno contribuito all’aumento dell’incidenza e della prevalenza di patologie respiratorie croniche, asma e allergie nell’infanzia.

Si stima che in Europa l’inquinamento indoor sia responsabile del 4,6% delle morti per tutte le cause e il 31% delle inabilità DALY (Disability Adjusted Life Years) nei bambini da 0 a 4 anni di età. A fronte della maggiore suscettibilità dei bambini alle esposizioni indoor, l’aria degli ambienti di vita dove trascorrono più tempo, la casa e la scuola (percepiti come ambienti tra i più sicuri), spesso risulta contaminata da livelli significativi di sostanze inquinanti, con gravi rischi per la salute.

Un obiettivo sensibile per la problematica dell’inquinamento indoor è rappresentato dalle scuole in relazione alla suscettibilità di bambini e ragazzi che trascorrono tra le mura scolastiche buona parte del proprio tempo. Ogni ambiente è esposto a diversi agenti inquinanti, che minano la salubrità di: aule, uffici, laboratori, biblioteche, palestre, servizi igienici, auditorium, mense. Ciascuno di questi ambienti può presentare sorgenti e inquinanti specifici oltre ad un microclima caratteristico.

Potenziali sorgenti dei COV in tali ambienti possono essere: il sistema di riscaldamento, la pulizia dei locali con detergenti, i materiali per l’edilizia, la disinfezione e la disinfestazione, l’uso di pitture e solventi , oltre alla stessa presenza degli occupanti che fanno uso di prodotti per l’igiene personale, profumi, deodoranti e lacche per capelli. A queste si aggiungono potenziali emissioni dei materiali didattici quali pennarelli, pitture, colle, prodotti di gomma. Tra questi agenti inquinanti, micropolveri e acari che se ne nutrono rivestono un ruolo importante. E andrebbero espulse dall’edificio definitivamente.

Gli studi condotti in Europa, già negli anni ’90 del secolo scorso, hanno dimostrato come l’asma corrente in bambini e adolescenti sia risultata positivamente associata a molti fattori presenti nell’ambiente scolastico, fra cui l’umidità, i COV, inclusa la formaldeide, le muffe, i batteri e gli allergeni. Recenti studi condotti in scuole del Nord-Europa e in Italia hanno evidenziato che una qualità dell’aria e delle condizioni microclimatiche non ottimali possono influenzare negativamente anche la performance del lavoro scolastico degli studenti.

Note: Il Disability-adjusted life year o DALY (in italiano: attesa di vita corretta per disabilità) è una misura della gravità globale di una malattia, espressa come il numero di anni persi a causa della malattia, per disabilità o per morte prematura.

TORNA ALL’EDIFICIO SALUBRE