SICK BUILDING SYNDROME

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SICK BUILDING SYNDROME2019-02-07T15:28:31+00:00

SICK BUILDING SYNDROME, ovvero la Sindrome dell’edificio malato

“La definizione sick building syndrome (SBS) viene utilizzata per descrivere dei disturbi di salute riscontrati negli abitanti di taluni edifici. Non essendo riscontrabili malattie specifiche nei pazienti, tali disturbi appaiono collegati alla salubrità e al comfort degli edifici in questione”. Febbraio 1991, il periodico distribuito dall’EPA, l’Environmental Protection Agency, l’agenzia che svolge le funzioni di ministero dell’Ambiente federale, esordiva così definendo la Sick Building Syndrome, ovvero la Sindrome dell’edificio malato. Anche se in realtà ad essere malato non è l’edificio stesso, ma chi lo occupa. Comunque, nel lungo articolo, l’EPA richiamava un rapporto dell’O.M.S. (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) del 1984. In quel documento, l’O.M.S. rilevava che il 30% dei fabbricati di nuova costruzione o sottoposti a recente ristrutturazione poteva essere oggetto di denuncia da parte degli occupanti per la pessima qualità dell’aria al loro interno (I.A.Q. Indoor Air Quality). Successivamente l’articolo dell’EPA formulava la distinzione tra SBS e BRI. Agli americani piacciono un sacco sigle, abbreviazioni acronimi. SBS ovvero Sick Building Syndrome, mentre BRI sta per Building Related Illness, ovvero disturbi alla salute degli occupanti direttamente riconducibili alla cattiva qualità dell’aria dell’edificio in cui vivono o comunque trascorrono buona parte del loro tempo (luoghi di lavoro).

Come riconoscere la SBS

Gli occupanti degli edifici “ammalorati” lamentano:

  • Mal di testa, occhi irritati, infiammazione delle vie respiratorie (naso e gola) associata a secchezza delle stesse
  • Tosse secca o grassa
  • Vertigini
  • Nausea
  • Difficoltà di concentrazione
  • Affaticamento immotivato
  • Sensibilità agli odori

La causa dei sintomi non è riconducibile a nessuna malattia già classificata, in compenso gli occupanti dell’edificio vedono sparire tali sintomi subito dopo aver lasciato l’edificio.

La Sick building syndrome secondo il Ministero della Salute Italiano

Anche il Ministero della Salute Italiano, in un articolo del 16 dicembre 2015 pubblicato sul proprio sito (www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=4404&area=indor&menu=salute) definisce la Sindrome dell’edificio malato (Sick building syndrome – SBS).

Riassumendo in buona sostanza un articolo dall’EPA, l’Environmental Protection Agency, l’agenzia che svolge le funzioni di ministero dell’Ambiente federale (https://www.epa.gov/sites/production/files/2014-08/documents/sick_building_factsheet.pdf), il Ministero della Salute aggiunge che, sebbene i casi di SBS (Sick building syndrome) che si verificano in ambienti lavorativi, siano di modesta entità: “…possono avere un costo più elevato di alcune malattie gravi e a prognosi peggiore, a causa del significativo calo della produttività” ed evidenzia che: “In Italia già da molti anni sono riportati episodi significativi, ma non sono stati eseguiti studi epidemiologici su larga scala che abbiano interessato più edifici.

Anche nell’ esperienza italiana le alterazioni dei parametri ambientali, sebbene in alcuni casi significative, non sembrano da sole poter giustificare l’elevatissima prevalenza di una sintomatologia così complessa e strettamente correlata con la permanenza negli edifici studiati. Alcuni studi italiani hanno focalizzato l’attenzione sui costi, in termini puramente economici, di episodi di SBS, confermandone l’elevato impatto sociale”.

Per leggere tutto l’articolo del Ministero della Salute Italiano: http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsplingua=italiano&id=4404&area=indor&menu=salute

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