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La normativa UNI 10339:95 sulla qualità dell’aria indoor

Un approccio triplo

Un approccio triplo

La qualità dell’aria indoor è determinata dalla percentuale di contaminanti presenti nell’ambiente che possono provocare malessere o danno alla salute. Contaminanti che possono essere microrganismi di varia natura come insetti, batteri e virus. Esistono tre diversi approcci per capire il livello di salubrità dell’aria interna:

  1. approccio prescrittivo: si prescrivono le portate d’aria minima o massima per persona (oppure per m2 di superficie) in base alla categoria e alla destinazione d’uso dell’edificio (UNI 10339:1995);
  2. approccio prestazionale: fissati i limiti di concentrazione degli inquinanti, le portate di aria esterna devono garantire tali limiti (questa metodologia richiede la conoscenza degli inquinanti e delle sorgenti);
  3. approccio olfattivo: si limitano le concentrazioni di inquinanti in modo da ridurre la percezione olfattiva degli stessi.

Per applicare questi metodi occorre stimare il carico inquinante sensoriale totale e determinare la portata d’aria sufficiente a contenere la percentuale di persone insoddisfatte dal livello dell’aria al di sotto di una certa soglia.

La normativa in vigore e le direttive UE

La normativa in vigore e le direttive UE

In vigore dal 1995, ma oggetto di revisione, la principale norma tecnica in tema è la UNI 10339:95. Negli ultimi anni però, la Comunità Europea ha emanato diverse Direttive per il miglioramento della qualità dell’aria negli ambienti interni che ne hanno imposto una revisione.

Una di queste è la EN 13779, base per la modifica della UNI 10339 da parte del CTI (Comitato Termotecnico Italiano) già posta in inchiesta pubblica. La norma fornisce, tra le altre, indicazioni per la classificazione e la definizione dei requisiti minimi degli impianti e dei valori delle grandezze di riferimento durante il loro funzionamento.

La UNI individua anche i parametri e i tassi di concentrazione limite dei diversi inquinanti (biossido di zolfo, particolato, monossido di carbonio, ozono, biossido di azoto, piombo) per la valutazione della qualità dell’aria.

Ai fini della qualità dell’aria interna, è importante anche la posizione della presa d’aria esterna: la norma definisce dove non deve essere collocata. In ogni caso, sia l’aria esterna, sia quella di ricircolo devono essere filtrate tramite l’impiego di filtri di classe appropriata, funzione dell’efficienza degli stessi.

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