SICK BUILDING SYNDROME, ovvero la Sindrome dell’edificio malato

“La definizione sick building syndrome (SBS) viene utilizzata per descrivere dei disturbi di salute riscontrati negli abitanti di taluni edifici. Non essendo riscontrabili malattie specifiche nei pazienti, tali disturbi appaiono collegati alla salubrità e al comfort degli edifici in questione”. Febbraio 1991, il periodico distribuito dall’EPA, l’Environmental Protection Agency, l’agenzia che svolge le funzioni di ministero dell’Ambiente federale, esordiva così definendo la Sick Building Syndrome, ovvero la Sindrome dell’edificio malato. Anche se in realtà ad essere malato non è l’edificio stesso, ma chi lo occupa. Comunque, nel lungo articolo, l’EPA richiamava un rapporto dell’O.M.S. (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) del 1984. In quel documento, l’O.M.S. rilevava che il 30% dei fabbricati di nuova costruzione o sottoposti a recente ristrutturazione poteva essere oggetto di denuncia da parte degli occupanti per la pessima qualità dell’aria al loro interno (I.A.Q. Indoor Air Quality). Successivamente l’articolo dell’EPA formulava la distinzione tra SBS e BRI. Agli americani piacciono un sacco sigle, abbreviazioni acronimi. SBS ovvero Sick Building Syndrome, mentre BRI sta per Building Related Illness, ovvero disturbi alla salute degli occupanti direttamente riconducibili alla cattiva qualità dell’aria dell’edificio in cui vivono o comunque trascorrono buona parte del loro tempo (luoghi di lavoro).

APPROFONDIMENTI
Come riconoscere la SBS – ovvero la Sindrome dell’edificio malato
La Sick building syndrome secondo il Ministero della Salute Italiano
2018-11-07T09:06:40+00:00
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